
Mi ero promesso qualche tempo fa di non scrivere più post di carattere politico. Bisogna prima informarsi, vanno scritti bene, insomma richiedono un po’ di tempo. Tempo che avrei voluto impiegare a studiare storia dell’arte, visto che principalmente è quello che faccio e che più mi piace.
Ma alcune cose mi fanno proprio incazzare, quindi qualche minuto al lavoro o al ‘600 napoletano a Firenze posso pure prenderlo.
Incazzatura n. 1: l’entusiasmo con il quale giornalisti, opinionisti e politici commentano il successo della Lega. Quando un paio di anni fa i partiti della sinistra radicale presero intorno al 10% lorsignori erano tutti preoccupati preoccupati. Dicevano che la sinistra avrebbe tenuto in scacco il governo, che avrebbe rovinato il paese e via discorrendo. Eppure si trattava di partiti pacifisti e socialisti con una grande storia alla spalle, eredi di una serie di importanti conquiste e battaglie, in Italia come in Europa. Oggi lo stesso risultato lo ha ottenuto un partito populista e xenofobo, i cui leader si puliscono il culo con la bandiera italiana e minacciano la secessione o di prendere i fucili, un partito che celebra l’acqua del Po e fa dipingere il muso di blu ai militanti e tutti sono felici perché è un risultato voluto dalla gente (la sinistra due anni fa minacciò forse qualcuno?). Sono forse io che confondo la storia della sinistra italiana con quella della Lega o questi stronzi armati di penna, microfono e telecamera ci prendono per il culo? La sinistra prende il 10% ed è un problema, lo prende
Incazzatura n. 2: Feltri. Il direttore di Libero e quanto di peggio si sia mai visto nel panorama giornalistico italiano, e si che ci sono anche personaggi come Belpietro, Ferrara, Fede, Giordano.
Lo chiamano in tutte le trasmissioni, sempre in collegamento dal suo studio. Con quell’aria saccente, arrogante e presuntuosa sproloquia su tutto e tutti. Gia mi fa incazzare il fatto che il suo misero giornaletto, guardacaso di proprietà della famiglia Berluskoni, sia mantenuto con i finanziamenti pubblici. Passi per questo, l’Italia è piena di giornali pagati dallo stato che vanno subito al macero. Ma che il direttore dell’organo di stampa del Partito Monarchico Italiano (è tutto vero!!) vada a diffondere il suo spregevole pensiero in TV, entrando così nelle case di tutti, è una cosa insopportabile. Se gli italiani volessero conoscere quello che pensa (?) Feltri comprerebbero Libero. Il fatto che libero venda un numero ridicolo di copie è la prova che alla stragrandemaggioranza degli italiani del Feltri-pensiero non frega un cazzo. Però appare in continuazione, soprattutto da Fede, che occupa un canale abusivamente. Ma in quale altro paese il direttore di un giornale inesistente, edito dalla famiglia del presidente del consiglio, pagato con i soldi pubblici, può proferire le sue cazzate in tv, a volte in un canale occupato abusivamente sempre dalla famiglia di cui sopra? Si potrà obiettare che questo è il pluralismo. No cari, questo è l’esatto contrario del pluralismo.



Per la sinistra, quella vera, non quello artificiosa del Pd, non è certo un periodo felice. O meglio, non lo è per i suoi elettori, che si ritroveranno a dover votare chi ha distrutto quanto di buono era stato fatto dalla sinistra italiana da Genova in poi. Stiamo parlando di uno che nel 2008 vuole riportare in Italia la salma di Lenin, di un verde complice dei vari bassolini nel disastro rifiuti e di un vecchio sindacalista, che un tempo ammiravo, che ha osato elogiare Berlusconi. Noi elettori di sinistra siamo un po’ disorientati. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che anche
Comunque gli elettori o ex-elettori della sinistra che andranno al mare se non in questi mesi non cambierà qualcosa possono consolarsi gioendo delle disgrazie altrui, e in particolare di quelle del centrodestra. Gli elettori di Arroganza Nazionale sono sicuramente mortificati dal comportamento servile di Fini nei confronti di Burlusconi (con la u). Un paio di mesi fa lasciava dichiarazioni pungenti contro il Grande Comunicatore, alludeva in maniera non troppo velata al conflitto d’interessi (argomento mai sfiorato nemmeno dal deceduto governo Prodi), scherzava sulla sua età ormai avanzata e soprattutto era seriamente intenzionato a modificare la legge elettorale troiaio prima di nuove elezioni. Il clown di Arcore dal canto suo prendeva contatti con i neofascisti di Storax e con la gambe della Santanchè. L’idillio sembrava proprio finito, ma è bastato fiutare appena l’odore della vittoria e i due sono tornati insieme, e ora sembrano andare d’amore e d’accordo. Fini ha perfino rinunciato al simbolo e in questo momento è più servile dell’umile Bondi, che al boss gli lava pure il tupè a mano. Tutti uniti nel partito nato da una e-mail. Per Berlusclown è già un passo avanti, dopo Forza Italia fondata con Dell’Utri e Previti in un quarto d’ora. E’ un momento difficile anche per i neo-post-vetero-democristiani di Casini, che come Fini aveva iniziato una guerriglia contro il capo ma che ora si ritrova con mezzo partito in meno e poverino non sa che fare. Praticamente, a differenza di Fini che qualcosa prenderà comunque, lui l’ha preso nel culo ben bene. Per ricongiungersi, Fini e l’altro buffone dovranno concedere qualcosa a Casini, che da buon cattolico amico dei vescovi qual è chiederà sicuramente la candidatura di Vasa Vasa Cuffaro e stai a vedere se non ci infilano un’altra volta Mele, altro politico mosso da valori profondamente cattolici. Chi da questa merdosa situazione politica trae vantaggio sono manco a dirlo Clementone Pastella, che dimenticati subito i guai suoi e dei suoi, si è prontamente lanciato nella caccia alle poltrone, e il giovane Dini, altro marito discusso di moglie condannata. Francia o Spagna pur che se magna. Che bello vivere in Italia, il paese del sole e del papa.

Nel nostro stramaledetto paese non ci si può distrarre un attimo. Me ne sono andato in montagna una settimana (grazie Dio per il sole che mi hai negato!!) e ne sono successe di veramente interessanti ma soprattutto inaspettate. Chi avrebbe mai pensato che i Mastella fossero coinvolti in qualcosa di illegale? Una famiglia così onesta e pulita, legata ad antichi valori. Basta dare una rapida occhiata all’inchiesta dell’Espresso su Udeur e Campanile per cogliere la moralità di questa simpatica famiglia campana. Berlusconi rinviato ancora una volta a giudizio. Anche questa volta si tirerà fuori dalla merda grazie a prescrizioni o leggi ad personam fatte dalla sinistra, visto l’aria di solidarietà fra politici che tira, ma vederlo sbraitare contro tutti seguito dai suoi cagnolini Bondi e Cicchitto è sempre divertente. Cuffaro si è beccato cinque anni per favoreggiamento. Non alla Mafia, lui è onesto, ma a singoli mafiosi. Chiaramente non si è ancora dimesso e mai lo farà, come ci insegna il buon Bassolino. Secondo me Cuffaro poteva ottenere di più, ma sono lo stesso contento per il partito, cristiano, di Casini. In mezzo a divorziati e puttanieri che difendono la famiglia e aborti di filosofi che predicano contro l’aborto un mafioso che combatte la mafia ci sta proprio bene. Ma ormai è tardi per parlare dei fatti della settimana scorsa, tranne di uno. Il pappa alla Sapienza. Non è mai troppo tardi per parlare del pappa, visto che ci rompe la palle da quasi 2000 anni e continuerà a farlo fino alla catastrofe atomica che metterà fine al pianeta. Povero pappaccio. Dopo aver detto le cose più lerce contro la scienza, dopo che la chiesa ha bruciato e incarcerato che sosteneva la verità, dopo che ogni giorno predica valori da medioevo, alcuni studenti, magari legittimamente atei o anticlericali, che pagano le tasse universitarie per studiare, gli hanno messo il bavaglio. Cari giornalisti zelanti e politici sodomiti, non si tratta di censura e di macchie sulla democrazia. Gli studenti non sono tutti mangiaostie e baciapile. Per fortuna ci sono anche gli atei, gli agnostici, gli anticlericali ecc… L’Università è di tutti, così come l’inaugurazione dell’anno accademico. Il papa può dire le sue stronzate ogni giorno davanti a folle sterminate o ai microfoni delle tv di tutto il mondo. Ha un giornale, una radio, un esercito vestito di nero che oltre ad inculare i bimbi ripropone ogni giorno quello che SS (Sua Santità, che?!) dice. La sua comparsata universitaria non sarebbe stata un legittimo confronto su svariati temi ma solo una vetrina di ostentazione del potere e di creazione del consenso per rettori, politici e professori a spese degli studenti, che sono i veri protagonisti dell’Università. O che sono tornati ad esserlo almeno per un giorno.

La vicenda dei rifiuti in Campania è riassuntiva di quanto avviene solitamente nel nostro incivile paese. Lo scoppio dell’Emergenza, presto allargato anche ad altre regioni, e l’inizio della farsa della politica, incapace di fare altro se non esibirsi in rocamboleschi numeri pur di conservare le poltrone. Dopo quaranta anni di collusione fra camorra, politica e affari (un sistema ben collaudato anche in altri campi) la situazione esplode e tutti caschiamo dalle nuvole, Vespa compreso nonostante il modellino di ecoballa in studio (purtroppo è tutto vero). In questo caso al solito tridente si aggiunge anche l’atteggiamento dei napoletani, che non hanno mai fatto niente affinché la situazione non degenerasse tranne poi piangere sul latte versato. Nell’area oggi ricoperta di spazzatura si differenzia solo il 10% dei rifiuti. In altre regioni di Europa il 10% è quello che va in discarica. Le colpe dei cittadini non cancellano quelle della politica, che sono maggiori e ben più gravi. Il compito di un amministratore è anche quello di educare la popolazione, soprattutto su tematiche che sono di vitale importanza. Ma questo può avvenire in un paese civile, non in Italia. Qui se i cittadini protestano contro una discarica che negli anni ha prodotto fin troppi morti, e ne sono stufi, arriva la polizia a menare chi rivendica il diritto di vivere. Certo se i napoletani nel corso degli anni avessero manifestato anche contro le discariche abusive della camorra, piene di rifiuti tossici, oggi forse la situazione sarebbe diversa. Ma la disapprovazione dei napoletani per la camorra è ben diversa da quella di calabresi e siciliani per ‘ndrangheta e mafia. Il camorrista, a differenza dei boss calabresi e siciliani, ostenta il potere sottoforma di macchine enormi, ville e belle fiche sottobraccio, riuscendo a fare più presa sulla gente. Non dobbiamo poi dimenticarci che la camorra dà lavoro, e senza Marco Biagi a rompere le palle. 50 euro per tirare i sassi contro le auto degli sbirri. Negli stadi c’è chi pagherebbe per farlo.
In molti paesi i rifiuti sono un’affare onesto e redditizio, nel nostro si sono trasformati nell’ennesimo caso di malavita, redditizio per pochi, con politici e imprenditori uniti nelle speculazioni. Anche le discariche legali venivano utilizzate per “eliminare” rifiuti pericolosi. Tutti lo sapevano e nessuno ha fatto niente. Bassolino, uomo forte del PD, è ancora Governatore, il suo assessore storico Nicolais è diventato addirittura Ministro. I politici-affaristi devono però trovare un capro espiatorio. Chi meglio del Ministro dell’Ambiente Pecoraio Scanio? Napoletano, verde, bisessuale e in fondo anche un po’ tonto. E’ il paradosso italiano, si punisce chi si batte per la salute di cittadini, per l’aria e l’acqua pulite, per evitare che si costruiscano inceneritori e discariche a cazzo di cane come aveva previsto quella gran testa di cazzo di Guido Bertolaso, il super-commissario all’immondizia nominato dal governo del malato di mente di Arcore, che aveva indicato come idonee alla costruzione di nuove discariche le aree meno adatte della Campania. Territori a forte vocazione agricola con falde acquifere superficiali, aree protette o già abbastanza compromesse da un punto di vista ambientale. I cittadini giustamente protestano e i nostri avidi politici-affaristi tirano fuori la solita storia che gli italiani dicono no a tutto. I più paraculi fanno finta di ascoltare le ragioni di chi protesta. Nessuno dice a questi signori che noi diciamo NO solo alle cose insensate e pericolose, che loro vogliono esclusivamente per lucrare alle nostre spalle. Paga chi non ha colpe, o addirittura meriti, e si premia chi ha sbagliato. Nessuno del governo fa quadrato attorno a Pecoraio Scanio calunniato dalla destra come avvenne invece per il Mastella indagato. Però sono tutti uniti nel nominare il nuovo super-commissario De Gennaro, il boia di Genova. Qualcuno a Roma pensa di risolvere il problema massacrando a manganellate le montagne di merda sparse per

Potrò sembrare ossessionato e paranoico, ma il successo di cui gode Berlusconi nel nostro paese è la sfacciataggine con la quale lancia proclami per salvarci dai comunisti di Prodi mi fa incazzare al punto da non poter fare a meno di scriverne. Berlusconi è il male assoluto dell'Italia, nazione ormai narcotizzata e con una memoria collettiva troppo breve. Quando si parla di politica non andiamo più indietro di qualche anno fa. Al massimo ricordiamo lo spettacolo indecente della "discesa in campo" del mafiosetto di Arcore, capolavoro del trash ormai sdoganato. Berlusconi e i suoi galoppini non sono più un'anomalia, sono entrati a pieno titolo nella nostra vita politica e devo dire che con Mastella, Dini, D'Alema, Veltroni, Diliberto, Bossi ecc... ci stanno proprio bene. Prima di atteggiarsi a capo indomito di un popolo desideroso di cambiamenti, prima di autonominarsi paladino della libertà, prima di infestare le città con i gazebo del suo partito di merda Berlusconi dovrebbe essere così gentile da fornire al popolo, al quale chiede fiducia, delle spiegazioni su argomenti ormai dimenticati e che nonostante la sua annosa presenza nel panorama politico, non ha mai affrontato pubblicamente:
- Chi è il benefattore anonimo che tra il 1978 e il 1983 versò nei suoi conti correnti presso la banca Rasini di Milano la cifra di ben 113 miliardi?
- Perchè quei finanziamenti arrivarono a lui tramite un complicato sistema di società intestate a parrucchiere ed estetiste?
- Perché, poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino, lui è Dell’Utri incontrarono Riina ed altri mafiosi, come si evince dagli atti di numerosi processi?
Queste sono solo alcune delle domande alle quali il salvatore della patria, l’unto del signore, l’uomo della provvidenza, dovrebbe rispondere davanti al popolo, anche a quello della libertà. Chissà se poi queste vecchie domande ancora senza risposta possono servire a chi lo vota per provare a riattivare la mente, spenta dalle sue stronzate quotidiane.

Le recenti vicende di cui si è reso protagonista l’uomo più buffo d’Italia ma soprattutto il fatto che questo losco signore vada ancora in giro a tentare, a volte riuscendoci, di rovesciare la verità la dice lunga sullo stato mentale del nostra popolazione. Berlusconi, poverino, è ormai alla frutta. Si ustiona con una borsa dell’acqua calda chiusa male dalla sua badante,
Ma le performances sono tipiche del personaggio, forse l’uomo più ridicolo d’Italia, e quella sull’uccello lessato (con salsa verde?) si può aggiungere alle avances sessuali alle donne politiche, ai kapò detti a vanvera, ai Romolo e Remolo e alle corna fatte ai Capi di Stato. Anche alla favola di Riobò. Berlusconi è tutto sommato un cafone che sa parlare e vestire bene, anche se ultimamente il decadimento fisico non lo coprono più nemmeno gli abiti costosi che si mette. Uno che fa ministri Previti, Castelli, Gasparri, Calderoli, per citarne solo alcuni, può anche fare un discorso alla nazione sulla sua fava, con grande giovamento per quei rincoglioniti, parecchi, che credono in lui.
Fondamentalmente il mafiosetto di Arcore è un malato di mente. Alla sua età si preoccupa di apparire giovane, bello e aitante. E’ un puttaniere ossessionato dalla sua statura al punto di usare i tacchi.,ma come tutti gli uomini di potere malati di mente è potenzialmente pericoloso. Nerone incendiò Roma, Hitler ha scatenato la seconda guerra mondiale, e come Berlusconi godeva di un notevole successo. Hitler però forse non aveva una evidente tendenza a mentire e delinquere.
La settimana scorsa esce su Repubblica la notizia che Mediaset controllava

I nostri industriali sono dei personaggi a dir poco curiosi. Chiedono più infrastrutture, in nome della competitività e della produttività. Vogliono più strade, per spostare più velocemente le merci. Per portare l’acqua delle Alpi in Calabria e quella della Sila a Milano. Vogliono

Viviamo insieme/questa irripetibile esperienza
con passione politica/autentica
con animo casto/e con la sorpresa
dell'amicizia
Ci mancheranno/quando verrà il tempo nuovo
e ci rispecchieremo finalmente
l'uno nell'altro.
E ci mancherà/anche quello che non
abbiamo vissuto insieme/fra i banchi della scuola
nell'adolescenza inquieta/e nell'età in cui non si ama
La mia fede /è la tenerezza dei tuoi sguardi
La tua fede/è nelle parole che cerco.