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mercoledì, 16 aprile 2008

DISGUSTO E FASTIDIO

Feltri

Mi ero promesso qualche tempo fa di non  scrivere più post di carattere politico. Bisogna prima informarsi, vanno scritti bene, insomma richiedono un po’ di tempo.  Tempo che avrei voluto impiegare a studiare storia dell’arte, visto che principalmente è quello che faccio e che più mi piace.

Ma alcune cose mi fanno proprio incazzare, quindi qualche minuto al lavoro o al ‘600 napoletano a Firenze posso pure prenderlo.

Incazzatura n. 1: l’entusiasmo con il quale giornalisti, opinionisti e politici commentano il successo della Lega. Quando un paio di anni fa i partiti della sinistra radicale presero intorno al 10% lorsignori erano tutti preoccupati preoccupati.  Dicevano che la sinistra avrebbe tenuto in scacco il governo, che avrebbe rovinato il paese e via discorrendo. Eppure si trattava di partiti pacifisti e socialisti con una grande storia alla spalle, eredi di una serie di importanti conquiste e battaglie, in Italia come in Europa. Oggi lo stesso risultato lo ha ottenuto un partito populista e xenofobo, i cui leader si puliscono il culo con la bandiera italiana e minacciano la secessione o di prendere i fucili, un partito che celebra l’acqua del Po e fa dipingere il muso di blu ai militanti e tutti sono felici perché è un risultato voluto dalla gente (la sinistra due anni fa minacciò forse qualcuno?). Sono forse io che confondo la storia della sinistra italiana con quella della Lega o questi stronzi armati di penna, microfono e telecamera ci prendono per il culo? La sinistra prende il 10% ed è un problema, lo prende la Lega, no, dico la Lega, ed è un successo politico. Questa è la conferma che viviamo in un regime mediatico, e dopo la recente riconsegna del paese a Berlusconi da parte del JFK della Garbatella credo che ci sarà un ulteriore giro di vite.

Incazzatura n. 2: Feltri. Il direttore di Libero e quanto di peggio si sia mai visto nel panorama giornalistico italiano, e si che ci sono anche personaggi come Belpietro, Ferrara, Fede, Giordano.

Lo chiamano in tutte le trasmissioni, sempre in collegamento dal suo studio. Con quell’aria saccente, arrogante e presuntuosa sproloquia su tutto e tutti. Gia mi fa incazzare il fatto che il suo misero giornaletto, guardacaso di proprietà della famiglia Berluskoni,  sia mantenuto con i finanziamenti pubblici.  Passi per questo, l’Italia è piena di giornali pagati dallo stato che vanno subito al macero. Ma che il direttore dell’organo di stampa del Partito Monarchico Italiano (è tutto vero!!) vada a diffondere il suo spregevole pensiero in TV, entrando così nelle case di tutti, è una cosa insopportabile. Se gli italiani volessero conoscere quello che pensa (?) Feltri comprerebbero Libero. Il fatto che libero venda un numero ridicolo di copie è la prova che alla stragrandemaggioranza degli italiani del Feltri-pensiero non frega un cazzo. Però appare in continuazione, soprattutto da Fede, che occupa un canale abusivamente. Ma in quale altro paese il direttore di un giornale inesistente, edito dalla famiglia del presidente del consiglio, pagato con i soldi pubblici, può proferire le sue cazzate in tv, a volte in un canale occupato abusivamente sempre dalla famiglia di cui sopra? Si potrà obiettare che questo è il pluralismo. No cari, questo è l’esatto contrario del pluralismo.

postato da: loremi alle ore 10:14 | link | commenti
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mercoledì, 19 marzo 2008

1000 euro al mese

vassarotti4
Molto probabilmente le accertate violenze della nostra cara polizia all'interno della caserma di Bolzaneto ai danni di centinaia di giovani non provocheranno conseguenze. I reati di cui sono accusati i bravi sbirri cadranno in prescrizione. Una cosa normale per il nostro paese, dove mafiosi e criminali di ogni genere siedono in Parlamento. Le violenze, gli abusi psicologici, le minacce, le privazioni, le offese, in una parola LE TORTURE, tutte accompagnate da un costante richiamo al fascismo, di cui si sono macchiati i tutori dell'ordine che ci difendono per mille euro al mese sono però bene impresse nella mente di tutti. E stampate nelle pagine degli atti del processo. Tutto è accertato, le dinamiche di quei terribili giorni sono ormai chiare. I difensori delle forze dell'ordine, soprattutto i politici, soprattutto quella merda di Fini, dovrebbero chiedere scusa alle vittime, ai manifestanti, al mondo intero. La polizia dovrebbe fare lo stesso, dopo aver messo in gabbia gli agenti colpevoli di quei crimini. Ma tutto ciò non accadrà. Però sarebbe carino che pubblicassero, insieme agli atti del processo, anche i nomi e gli indirizzi dei poliziotti, in modo che chiunque si possa accertare che riescano a tutelarci con mille euro al mese.
postato da: loremi alle ore 12:02 | link | commenti
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domenica, 24 febbraio 2008

H.L.V.S.

OcchiolinoFidel
Dopo una cinquantina d'anni Fidel Castro lascia il potere. Non ha avuto la tenacia di Ciriaco de Mita, stessa classe del Che, al parlamento da 45 anni. O di Giulio Andreotti, che al parlamento c'era quando hanno firmato la costituzione e che in tutti questi anni ha avuto pure il tempo di frequentare i mafiosi. O di tutti quei politici, giovani e meno giovani, di destra come di sinistra o di centro, soprattutto disonesti, corrotti o indagati, che ancora oggi si attaccano alla poltrona con i denti per difendere gli interessi di qualcuno, favorire qualcun'altro. Sempre in culo a noi, chiaramente. E poi dicono che a Cuba c'è la dittatura!
postato da: loremi alle ore 10:16 | link | commenti
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martedì, 12 febbraio 2008

???

urna

Per la sinistra, quella vera, non quello artificiosa del Pd, non è certo un periodo felice. O meglio, non lo è per i suoi elettori, che si ritroveranno a dover votare chi ha distrutto quanto di buono era stato fatto dalla sinistra italiana da Genova in poi. Stiamo parlando di uno che nel 2008 vuole riportare in Italia la salma di Lenin, di un verde complice dei vari bassolini nel disastro rifiuti e di un vecchio sindacalista, che un tempo ammiravo, che ha osato elogiare Berlusconi. Noi elettori di sinistra siamo un po’ disorientati. A questo dobbiamo aggiungere il fatto che anche la Sinistra Arcobaleno imporrà ai propri elettori i candidati, in pieno stile porcellum,come PD e PDL. Le primarie a 1 euro sono solo un bel ricordo, ora possiamo solo ratificare le scelte delle segreterie e pupparci qualsiasi candidato sia nel loro interesse fare eleggere.

Comunque gli elettori o ex-elettori della sinistra che andranno al mare se non in questi mesi non cambierà qualcosa possono consolarsi gioendo delle disgrazie altrui, e in particolare di quelle del centrodestra. Gli elettori di Arroganza Nazionale sono sicuramente mortificati dal comportamento servile di Fini nei confronti di Burlusconi (con la u). Un paio di mesi fa lasciava dichiarazioni pungenti contro il Grande Comunicatore, alludeva in maniera non troppo velata al conflitto d’interessi (argomento mai sfiorato nemmeno dal deceduto governo Prodi), scherzava sulla sua età ormai avanzata e soprattutto era seriamente intenzionato a modificare la legge elettorale troiaio prima di nuove elezioni. Il clown di Arcore dal canto suo prendeva contatti con i neofascisti di Storax e con la gambe della Santanchè. L’idillio sembrava proprio finito, ma è bastato fiutare appena l’odore della vittoria e i due sono tornati insieme, e ora sembrano andare d’amore e d’accordo. Fini ha perfino rinunciato al simbolo e in questo momento è più servile dell’umile Bondi, che al boss gli lava pure il tupè a mano. Tutti uniti nel partito nato da una e-mail. Per Berlusclown è già un passo avanti, dopo Forza Italia fondata con Dell’Utri e Previti in un quarto d’ora.  E’ un momento difficile anche per i neo-post-vetero-democristiani di Casini, che come Fini aveva iniziato una guerriglia contro il capo ma che ora si ritrova con mezzo partito in meno e poverino non sa che fare. Praticamente, a differenza di Fini che qualcosa prenderà comunque, lui l’ha preso nel culo ben bene. Per ricongiungersi, Fini e l’altro buffone dovranno concedere qualcosa a Casini, che da buon cattolico amico dei vescovi qual è chiederà sicuramente la candidatura di Vasa Vasa Cuffaro e stai a vedere se non ci infilano un’altra volta Mele, altro politico mosso da valori profondamente cattolici. Chi da questa merdosa situazione politica trae vantaggio sono manco a dirlo Clementone Pastella, che dimenticati subito i guai suoi e dei suoi, si è prontamente lanciato nella caccia alle poltrone, e il giovane Dini, altro marito discusso di moglie condannata. Francia o Spagna pur che se magna. Che bello vivere in Italia, il paese del sole e del papa.

postato da: loremi alle ore 10:57 | link | commenti (4)
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domenica, 20 gennaio 2008

IL BAVAGLIO DELLA SETTIMANA

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Nel nostro stramaledetto paese non ci si può distrarre un attimo. Me ne sono andato in montagna una settimana (grazie Dio per il sole che mi hai negato!!) e ne sono successe di veramente interessanti ma soprattutto inaspettate. Chi avrebbe mai pensato che i Mastella fossero coinvolti in qualcosa di illegale? Una famiglia così onesta e pulita, legata ad antichi valori. Basta dare una rapida occhiata all’inchiesta dell’Espresso su Udeur e Campanile per cogliere la moralità di questa simpatica famiglia campana. Berlusconi rinviato ancora una volta a giudizio. Anche questa volta si tirerà fuori dalla merda grazie a prescrizioni o leggi ad personam fatte dalla sinistra, visto l’aria di solidarietà fra politici che tira, ma vederlo sbraitare contro tutti seguito dai suoi cagnolini Bondi e Cicchitto è sempre divertente. Cuffaro si è beccato cinque anni per favoreggiamento. Non alla Mafia, lui è onesto, ma a singoli mafiosi. Chiaramente non si è ancora dimesso e mai lo farà, come ci insegna il buon Bassolino. Secondo me Cuffaro poteva ottenere di più, ma sono lo stesso contento per il partito, cristiano, di Casini. In mezzo a divorziati e puttanieri che difendono la famiglia e aborti di filosofi che predicano contro l’aborto un mafioso che combatte la mafia ci sta proprio bene. Ma ormai è tardi per parlare dei fatti della settimana scorsa, tranne di uno. Il pappa alla Sapienza. Non è mai troppo tardi per parlare del pappa, visto che ci rompe la palle da quasi 2000 anni e continuerà a farlo fino alla catastrofe atomica che metterà fine al pianeta. Povero pappaccio. Dopo aver detto le cose più lerce contro la scienza, dopo che la chiesa ha bruciato e incarcerato che sosteneva la verità, dopo che ogni giorno predica valori da medioevo, alcuni studenti, magari legittimamente atei o anticlericali, che pagano le tasse universitarie per studiare, gli hanno messo il bavaglio. Cari giornalisti zelanti e politici sodomiti, non si tratta di censura e di macchie sulla democrazia. Gli studenti non sono tutti mangiaostie e baciapile. Per fortuna ci sono anche gli atei, gli agnostici, gli anticlericali ecc… L’Università è di tutti, così come l’inaugurazione dell’anno accademico. Il papa può dire le sue stronzate ogni giorno davanti a folle sterminate o ai microfoni delle tv di tutto il mondo. Ha un giornale, una radio, un esercito vestito di nero che oltre ad inculare i bimbi ripropone ogni giorno quello che SS (Sua Santità, che?!) dice. La sua comparsata universitaria non sarebbe stata un legittimo confronto su svariati temi ma solo una vetrina di ostentazione del potere e di creazione del consenso per rettori, politici e professori a spese degli studenti, che sono i veri protagonisti dell’Università. O che sono tornati ad esserlo almeno per un giorno.

postato da: loremi alle ore 09:25 | link | commenti (1)
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venerdì, 11 gennaio 2008

IL BEL PAESE 3

Spazzatura

La vicenda dei rifiuti in Campania è riassuntiva di quanto avviene solitamente nel nostro incivile paese. Lo scoppio dell’Emergenza, presto allargato anche ad altre regioni, e l’inizio della farsa della politica, incapace di fare altro se non esibirsi in rocamboleschi numeri pur di conservare le poltrone. Dopo quaranta anni di collusione fra camorra, politica e affari (un sistema ben collaudato anche in altri campi) la situazione esplode e tutti caschiamo dalle nuvole, Vespa compreso nonostante il modellino di ecoballa in studio (purtroppo è tutto vero). In questo caso al solito tridente si aggiunge anche l’atteggiamento dei napoletani, che non hanno mai fatto niente affinché la situazione non degenerasse tranne poi piangere sul latte versato. Nell’area oggi ricoperta di spazzatura si differenzia solo il 10% dei rifiuti. In altre regioni di Europa il 10% è quello che va in discarica. Le colpe dei cittadini non cancellano quelle della politica, che sono maggiori e ben più gravi. Il compito di un amministratore è anche quello di educare la popolazione, soprattutto su tematiche che sono di vitale importanza. Ma questo può avvenire in un paese civile, non in Italia. Qui se i cittadini protestano contro una discarica che negli anni ha prodotto fin troppi morti, e ne sono stufi, arriva la polizia a menare chi rivendica il diritto di vivere.  Certo se i napoletani nel corso degli anni avessero manifestato anche contro le discariche abusive della camorra, piene di rifiuti tossici, oggi forse la situazione sarebbe diversa. Ma la disapprovazione dei napoletani per la camorra è ben diversa da quella di calabresi e siciliani per ‘ndrangheta e mafia. Il camorrista, a differenza dei boss calabresi e siciliani, ostenta il potere sottoforma di macchine enormi, ville e belle fiche sottobraccio, riuscendo a fare più presa sulla gente. Non dobbiamo poi dimenticarci che la camorra dà lavoro, e senza Marco Biagi a rompere le palle. 50 euro per tirare i sassi contro le auto degli sbirri. Negli stadi c’è chi pagherebbe per farlo.

In molti paesi i rifiuti sono un’affare onesto e redditizio, nel nostro si sono trasformati nell’ennesimo caso di malavita, redditizio per pochi, con politici e imprenditori uniti nelle speculazioni. Anche le discariche legali venivano utilizzate per “eliminare” rifiuti pericolosi. Tutti lo sapevano e nessuno ha fatto niente. Bassolino, uomo forte del PD, è ancora Governatore, il suo assessore storico Nicolais è diventato addirittura Ministro. I politici-affaristi devono però trovare un capro espiatorio. Chi meglio del Ministro dell’Ambiente Pecoraio Scanio? Napoletano, verde, bisessuale e in fondo anche un po’ tonto. E’ il paradosso italiano, si punisce chi si batte per la salute di cittadini, per l’aria e l’acqua pulite, per evitare che si costruiscano inceneritori e discariche a cazzo di cane come aveva previsto quella gran testa di cazzo di Guido Bertolaso, il super-commissario all’immondizia nominato dal governo del malato di mente di Arcore, che aveva indicato come idonee alla costruzione di nuove discariche le aree meno adatte della Campania. Territori a forte vocazione agricola con falde acquifere superficiali, aree protette o già abbastanza compromesse da un punto di vista ambientale. I cittadini giustamente protestano e i nostri avidi politici-affaristi tirano fuori la solita storia che gli italiani dicono no a tutto. I più paraculi fanno finta di ascoltare le ragioni di chi protesta. Nessuno dice a questi signori che noi diciamo NO solo alle cose insensate e pericolose, che loro vogliono esclusivamente per lucrare alle nostre spalle. Paga chi non ha colpe, o addirittura meriti, e si premia chi ha sbagliato. Nessuno del governo fa quadrato attorno a Pecoraio Scanio calunniato dalla destra come avvenne invece per il Mastella indagato. Però sono tutti uniti nel nominare il nuovo super-commissario De Gennaro, il boia di Genova. Qualcuno a Roma pensa di risolvere il problema massacrando a manganellate le montagne di merda sparse per la Campania. Siamo l’ultimo paese d’Europa, non solo per il Pil. Nel mondo occupiamo posizioni ancora più imbarazzanti. L’Europa, se veramente c’è e funziona, dovrebbe commissariale l’intero sistema politico italiano.

postato da: loremi alle ore 10:42 | link | commenti (2)
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sabato, 29 dicembre 2007

IL DELINQUENTE CHE VOLEVA SALVARE L'ITALIA

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Potrò sembrare ossessionato e paranoico, ma il successo di cui gode Berlusconi nel nostro paese è la sfacciataggine con la quale lancia proclami per salvarci dai comunisti di Prodi mi fa incazzare al punto da non poter fare a meno di scriverne. Berlusconi è il male assoluto dell'Italia, nazione ormai narcotizzata e con una memoria collettiva troppo breve. Quando si parla di politica non andiamo più indietro di qualche anno fa. Al massimo ricordiamo lo spettacolo indecente della "discesa in campo" del mafiosetto di Arcore, capolavoro del trash ormai sdoganato. Berlusconi e i suoi galoppini non sono più un'anomalia, sono entrati a pieno titolo nella nostra vita politica e devo dire che con Mastella, Dini, D'Alema, Veltroni, Diliberto, Bossi ecc... ci stanno proprio bene. Prima di atteggiarsi a capo indomito di un popolo desideroso di cambiamenti, prima di autonominarsi paladino della libertà, prima di infestare le città con i gazebo del suo partito di merda Berlusconi dovrebbe essere così gentile da fornire al popolo, al quale chiede fiducia, delle spiegazioni su argomenti ormai dimenticati e che nonostante la sua annosa presenza nel panorama politico, non ha mai affrontato pubblicamente:

- Chi è il benefattore anonimo che tra il 1978 e il 1983 versò nei suoi conti correnti presso la banca Rasini di Milano la cifra di ben 113 miliardi?


- Perchè quei finanziamenti arrivarono a lui tramite un complicato sistema di società intestate a parrucchiere ed estetiste?

 - Perché proprio la banca Rasini, un ambiguo istituto di credito che vantava tra i suoi clienti illustri personaggi del calibro di Pippo Calò, Toto Riina e Bernardo Provenzano, coinvolto in numerose operazioni antimafia e che ancora oggi è oggetto di studio di chiunque si occupa di Mafia?

- Come mail il suo fedele collaboratore Marcello Dell’Utri, poi inquisito per mafia, gli caldeggiò l’assunzione come stalliere di Vittorio Mangano, successivamente condannato per mafia?

- Cosa sono i "cavalli", da consegnare in un hotel, che Mangano, mafioso, tratta con Dell'Utri (mafioso?), parlamentare di Forza Italia protetto da Berlusconi?

- Perché, poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino, lui è Dell’Utri incontrarono Riina ed altri mafiosi, come si evince dagli atti di numerosi processi?

 
Queste sono solo alcune delle domande alle quali il salvatore della patria, l’unto del signore, l’uomo della provvidenza, dovrebbe rispondere davanti al popolo, anche a quello della libertà. Chissà se poi queste vecchie domande ancora senza risposta possono servire a chi lo vota per provare a riattivare la mente, spenta dalle sue stronzate quotidiane.

postato da: loremi alle ore 15:58 | link | commenti
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domenica, 23 dicembre 2007

AAA CERCASI BADANTE (per mezza Italia)

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Le recenti vicende di cui si è reso protagonista l’uomo più buffo d’Italia ma soprattutto il fatto che questo losco signore vada ancora in giro a tentare, a volte riuscendoci,  di rovesciare la verità la dice lunga sullo stato mentale del nostra popolazione. Berlusconi, poverino, è ormai alla frutta. Si ustiona con una borsa dell’acqua calda chiusa male dalla sua badante, la Brambilla, e se ne esce con un “Pensate se invece di aprirsi verso il collo, la borsa dell'acqua calda mi avesse scottato il pisello”. La cosa raccapricciante è che in quel momento tantissime persone, seriamente preoccupate per la fava di Berlusclown, lo hanno applaudito e la stessa cosa hanno fatto, idealmente, milioni di altri italiani.
Ma le performances sono tipiche del personaggio, forse l’uomo più ridicolo d’Italia, e quella sull’uccello lessato (con salsa verde?) si può aggiungere alle avances sessuali alle donne politiche, ai kapò detti a vanvera, ai Romolo e Remolo e alle corna fatte ai Capi di Stato. Anche alla favola di Riobò. Berlusconi è tutto sommato un cafone che sa parlare e vestire bene, anche se ultimamente il decadimento fisico non lo coprono più nemmeno gli abiti costosi che si mette. Uno che fa ministri Previti, Castelli, Gasparri, Calderoli, per citarne solo alcuni, può anche fare un discorso alla nazione sulla sua fava, con grande giovamento per quei rincoglioniti, parecchi, che credono in lui.
Fondamentalmente il mafiosetto di Arcore è un malato di mente. Alla sua età si preoccupa di apparire giovane, bello e aitante. E’ un puttaniere ossessionato dalla sua statura al punto di usare i tacchi.,ma come tutti gli uomini di potere malati di mente è potenzialmente pericoloso. Nerone incendiò Roma, Hitler ha scatenato la seconda guerra mondiale, e come Berlusconi godeva di un notevole successo. Hitler però forse non aveva una evidente tendenza a mentire e delinquere.
La settimana scorsa esce su Repubblica la notizia che Mediaset controllava la Rai. Niente di nuovo, ma comunque è una ulteriore conferma della vera  natura del governo Berlusconi. Lui reagisce dicendo che in Italia la democrazia è a rischio per colpa delle intercettazioni e di una sorta di Grande Fratello ideato contro la sua persona. Il bello è che la gente ci crede. Crede a lui, il capo del governo durante l’altro scandalo intercettazioni fatte dai servizi segreti a danno di politici dell’opposizione, giornalisti e industriali. A lui, iscritto alla P2, amico dei mafiosi tanto da portarne alcuni al Parlamento e da assumerne altri come stallieri, prescritto e non assolto da numerosi reati tra i quali la corruzione. Gli credono come quando qualche anno fa sbandierava la minaccia del comunismo. Viene pubblicato il testo e l’audio di una sua telefonata con Saccà in cui chiede favori di ogni tip, tra cui l’assunzione di tre donne sponsorizzate o e poi dichiara “in Rai solo raccomandati di sinistra e prostitute”. Lo dichiara proprio nel momento in cui tutti gli italiani possono sentire la sua antipatica voce mentre chiede e concede favori. La considerazione che Berlusconi ha degli italiani è proprio bassa, e gli italiani non fanno niente per dimostrare di avere ancora un minimo di pensiero critico, di capacità di ragionare liberamente sulle cose. Gli credono, lo adorano, si strappano i capelli per lui, gli tirano le mutandine. Lo considerano il nuovo che avanza in politica, senza considerare che ha più di settanta anni e si è candidato 5 volte. Fortunatamente ognuno è libero di pensarla come vuole, ma a tutto ci deve essere un limite. Il governo Prodi può non piacere, si può essere delusi dalla sinistra, dalla destra o dalla politica in generale. Si possono odiare i comunisti perché mangiano i bambini. Si può votare Casini perché lo dice il prete dall’altare. Si può applaudire Bossi perché gli immigrati ci rubano il lavoro e ce ne sono troppi. Ma NON si può credere alle lerce menzogne di Berlusconi e dei suoi accoliti. E’ da psicotici come lui.

postato da: loremi alle ore 15:05 | link | commenti (1)
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lunedì, 17 dicembre 2007

NACORDAalcollo DI MONTEZEMOLO

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I nostri industriali sono dei personaggi a dir poco curiosi. Chiedono più infrastrutture, in nome della competitività e della produttività. Vogliono più strade, per spostare più velocemente le merci. Per portare l’acqua delle Alpi in Calabria e quella della Sila a Milano. Vogliono la TAV, anche se costa troppo ed è inutile. Non vogliono potenziare la linea che già c’è, ci guadagnerebbero poco i soliti noti. Non gli frega un cazzo dei costi, dell’impatto ambientale, del dissesto idrogeologico, delle opinioni della gente. Chiedono e basta. Loro producono e danno lavoro, che la gente stia zitta. Sono quasi tutti evasori fiscali (non è un luogo comune o un opinione qualunquista) e nonostante ciò non vogliono pagare quel po’ di tasse che non riescono ad evadere, sempre in nome della competitività e della produttività. Hanno bisogno di utili da reinvestire e non vogliono mettere mano al loro portafoglio. Per guadagnare di più devono per forza impoverire qualcun altro, che le tasse le paghino gli altri. Loro producono e danno lavoro. Si interessano di politica, mettono i loro uomini al Parlamento o ci vanno direttamente loro, per arrotondare ed essere sicuri che le cose a loro vantaggio vengano fatte per bene. Le leggi devono coprire le loro malfatte, la politica deve aiutarli ad arricchirsi ancora di più. In qualche modo sarà ricompensata. Se la gente ha bisogno di garanzie sul lavoro, di sicurezza, di certezze che si attacchi pure al cazzo. Loro producono e danno lavoro. Chiaramente in base a quanto stabilisce la legge Biagi, una sorta di dogma immodificabile per entrambi gli schieramenti politici. Brava gente i nostri industriali, che lavorano tanto per migliorare il Paese. Il miglior esempio è il caso della famiglia Agnelli, che in quanto tali andrebbero sgozzati. Negli anni 50 il nostro paese, per favorire i grinzosi di Torino, fece la scelta strategica di investire sul trasporto su gomma. Gli Agnelli producevano e davano lavoro. Negli anni questi industriali illuminati ed eleganti (ah, l’Avvocato!! Che uomo, che stile, che classe!!!) hanno licenziato migliaia di operai, hanno spostato le produzioni all’estero (W il made in Itlay) e si sono arricchiti sempre di più, grazie al nostro portentoso capitalismo. Arriva Zidane e allo stesso tempo si mandano via gli operai di Termini Imerese. Si rinnova il contratto a Schumacher, a casa altre migliaia di operai e tutti in Polonia. Più o meno funziona così, quando non ci pensa lo Stato. A spese nostre. Proprio in questi giorni la scelta pro-grinzosi di investire sul trasporto su gomma ha manifestato tutti i suoi limiti. Camionisti in sciopero e Paese al collasso, senza più benzina e cibo nei supermercati. Negli stessi giorni la Fiat metteva in mobilità (licenziamento ma con la vaselina) altri operai. Nessuno, e sottolineo nessuno, ha provato a mettere in evidenza i limiti infrastrutturali dell’Italia. I nostri industriali vogliono le strade, mica le ferrovie. Se incontrate un industriale, ma di quelli veri, non il piccolo imprenditore vicino di casa che tutti conosciamo, state attenti a non pronunciare le parole “sicurezza sul lavoro”. Il loro cervello potrebbe andare in tilt ed esplodere. Loro producono e danno lavoro, gli altri che muoiano pure.

postato da: loremi alle ore 14:09 | link | commenti (2)
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giovedì, 06 dicembre 2007

SENZA TITOLO

bondiprega
Sarebbe meglio non scrivere di Televisione, ma dopo aver visto la puntata di Porta a Porta del 5 dicembre non posso evitare di fare qualche riflessione.
L'argomento era "La commedia Italiana", o qualcosa del genere.  Dietro le spalle del conduttore figlio del Dvce campeggiavano i faccioni di Benigni e Celentano. Notevole il valore degli ospiti in studio, gente del calibro di Bondi, Luca Giurato, Gianni Paragone, Mastella e Sgarbi collegato da Milano. Fra una battuta (?) di Benigni e un pistolotto di Celentano gli illustri personaggi hanno fatto cose che mai avrei pensato di poter vedere, se non al circo o al massimo in qualche programma comico.

Si è proceduto alla lettura, anche personale e con romantico sottofondo musicale, delle poesie di Bondi, il sacrestano di Berlusconi. Parentesi su Bondi e sulle sue poesie: Bondi è il solo a credere che quelle che scrive sono poesie. In realtà sono composizioni elementari volte a leccare il culo, l'unione di un nome con un aggettivo. Esempio:

“A Silvio
Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova”

La Tv nazionale potrebbe anche fare a meno di pubblicizzare le perverse leccate di culo dell'On. Bondi, che ieri sera ha anche candidamente confessato "io sono così, devo accettare quello che sono compreso la mia goffaggine". L'Italia ora è un posto migliore dove vivere, dopo l'outing di Bondi. Di grande impatto la lettura di una poesia più impegnata. Ci sono anche gli articoli:

Viviamo insieme/questa irripetibile esperienza
con passione politica/autentica
con animo casto/e con la sorpresa
dell'amicizia
Ci mancheranno/quando verrà il tempo nuovo
e ci rispecchieremo finalmente
l'uno nell'altro.
E ci mancherà/anche quello che non
abbiamo vissuto insieme/fra i banchi della scuola
nell'adolescenza inquieta/e nell'età in cui non si ama
La mia fede /è la tenerezza dei tuoi sguardi
La tua fede/è nelle parole che cerco.

Destinatario della poesia? Fabrizio Cicchitto. C'è rimasto male pure il povero Brunovespa, commosso dalla profondità delle parole di Bondi. Qualcuno dovrebbe dire a Bondi che le sue poesie fanno schifo. La cosa interessante è che, nonostante la situazione del nostro paese, dov'è a rischio la democrazia, i politici possono andare in Tv a declamare poesie. Ma il mio è un animo arido, mica come Bondi che si eccita ogni volta che pronuncia la parola Berlusconi. E senza viagra. Il punto più basso della trasmissione è stato l'elogio di Calderoli, al quale ha preso parte anche Mastella, ora amico intimo di Benigni. Calderoli, quello delle magliette contro l'Islam. Calderoli, a quanto ha detto Brunovespa, ha ammesso che la notte successiva allo sfoggio della maglietta (gesto molto intelligente per un ministro) è stata la più dura della sua vita. "Una notte terribile, non riuscivo a prendere sonno, al pensiero di aver offesso migliaia di negri bongobongo sudati e puzzolenti". Ma a Natale siamo tutti più buoni e Calderoli è stato elogiato per le sue qualità di VicePresidenteDelSenato. Per me è vergognoso averlo al Parlamento, per Mastella, altra vergogna nazionale, è un ottimo VicePresidenteDelSenato. Nella prossima puntata D'Alema ci insegnerà a fare i nodi da marinaio, Prodi a cambiare la ruota di una bicicletta e Gasparri ad assumere quell'aria da tonto che da sempre lo contraddistingue.  Bossi ci farà vedere come cambiare il pappagallo con una mano sola.
Non sanno governare, ce lo buttano nel culo tutti i giorni, gestiscono i loro sporchi traffici a spese nostre. Però cercano di apparire simpatici. Grazie di cuore.
postato da: loremi alle ore 10:06 | link | commenti (1)
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